Progetto il Vignola

I PROMOTORI
Il progetto prevede un percorso virtuoso di compartecipazione pubblico-privato. Questa sua identità la rispecchia fin nelle sue fondamenta ideative e progettuali del’ASP – Azienda dei Servizi alla Persona “Giorgio Gasparini”.

ANALISI DEL BISOGNO. IL CONCETTO.
Al momento l’Azienda ASP è impegnata nella ristrutturazione del Casa Residenza – Centro Diurno di Vignola e intende avviare un progetto che rappresenti un “caso scuola”, considerando l’importanza e l’impatto anche in termini economici che i servizi dedicati alla terza età avranno in futuro.

Di fronte due opportunità: perseguire sicuri e consolidati canoni di ristrutturazione delle case residenza o avviare un nuovo concept, innovativo e che segue un’idea: un luogo che fa “entrare”. Un paradosso se pensato ad una casa residenza per anziani. Ma possibile. Se l’infanzia garantisce possibilità di movimento, di pensiero e di fisicità, all’estremo opposto l’anzianità impone vincoli in entrambi gli emisferi esistenziali. Dunque se noi, opportunamente, investiamo risorse affinché i luoghi dell’infanzia siano luoghi coinvolgenti quanto più dovremmo fare per un fine vita ove le scelte sono imposte e i movimenti limitati? Ecco il possibile. Ma non solo.
L’obiettivo è di trasformare questo progetto in un laboratorio di sperimentazione e di creazione orientato all’innovazione e alla qualità a partire dalla fase di progettazione per arrivare alla gestione.
In considerazione degli obiettivi pubblici e di interesse generale dell’ ASP, il progetto riguarda anche la sensibilizzazione sui temi dell’assistenza, dell’integrazione sociale e della qualità della vita anche in fine vita, pertanto uno degli obiettivi è il coinvolgimento della società a vari livelli nelle varie fasi di attuazione del progetto.

Il distretto dei Comuni, Unione Terre di Castelli, e l’ ASP intendono dare risalto all’iniziativa anche per le modalità di finanziamento dell’opera, in parte realizzata con contributi pubblici in parte con un fundrising molto innovativo, che potrebbe in seguito essere seguito da altri enti.

Nella fase iniziale di ideazione della ristrutturazione l’ ASP vorrebbe attivare un concorso di idee di alto profilo tra studenti o gruppi di studenti per la valorizzazione dell’edificio, seguiti da una personalità in grado, per capacità ed esperienza, di guardare verso l’orizzonte tracciato. Al concorso potrebbero essere affiancati uno o più laboratori didattici attivati presso l’università con che si intende coinvolgere. Un laboratorio di idee che non escluda nessuno, dai pensatori ai fruitori passando per i finanziatori.

Creare opportunità per i ragazzi che si avvicinano al mondo del lavoro con la consapevolezza che un’azienda pubblica deve virtuosamente fungere da volano ai giovani emergenti, raccogliendone per prima le risorse creative: avendone promosso la formazione deve essere il primo fruitore e valorizzatore; ribaltando, così, un’idea di pubblico cristallizzato.

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Tutti dovremmo preoccuparci del futuro, perché là dobbiamo passare il resto della nostra vita. (Charles Franklin Kettering, Seed for Thought, 1949)

L’IDEA. IL PROGETTO
Un luogo bello. Uno spazio attrattivo per chi lavora, per chi vi transita e soprattutto per chi vi è ospitato. Un luogo di entrata.
Uno spazio polifunzionale avendo al centro gli anziani ma attorno la comunità, avvolgente e
coinvolgente, ispirandosi ai modelli aziendali emergenti ma con la forza innovativa e la spinta
propulsiva di un luogo pubblico. Uno spazio di incontro sia in fase ideativa – ci piace pensare giovani emergenti ispirati da una personalità di prestigio – sia nella sua dimensione realizzativa.
Un progetto nuovo ed efficiente che riguarda sia la ristrutturazione – in un’ottica “ecologica” e di design – che le forme di gestione.

Da un lato un archistar di fama internazionale, la cui esperienza non ha bisogno di presentazioni, affiancato da giovani studenti che all’impreparazione antepongono una irruenta e sognatrice voglia di emergere. Un dialogo tra due generazioni con un obbiettivo comune. In questo puzzle che vuole mettere attorno al tavolo le eccellenze che il nostro territorio sa offrire, i giovani rappresentano una pietra miliare. Spesso se ne parla ma in questo caso concretamente si mettono in campo. Una scuola pubblica che investe nel percorso scolastico svariate decine di migliaia di euro per ogni singolo studente (fonti del Sole 24 ore parlano di €110.000 a testa fino al diploma!) deve anzitutto partendo dal pubblico fare di quell’investimento un utile. Significa dare l’opportunità ai giovani talenti, quando ancora solcano il percorso formativo, di contribuire a migliorare ognuno nelle proprie discipline il territorio. Ai giovani architetti chiediamo con coraggio questo. Quello di cui parliamo vuole essere un progetto che coinvolga tutti i suoi protagonisti, oggi gli architetti, domani gli investitori fin dalle fondamenta per uno scambio virtuoso in cui ognuno si sente co-costruttore facendosi portatore delle proprie specificità (perché agli imprenditori, ad esempio, non chiediamo di mettere a disposizione le materie prime piuttosto che le liquidità?). Ma questo è possibile se il coinvolgimento avviene fin da subito: un progetto che parte dal basso, dalle fondamenta.

Un progetto che vuole fin da subito sconfinare le pareti residenziali e divenire una proposta o meglio una risposta all’appiattimento di orizzonti che la crisi ci ha messo di fronte.
Definire un orizzonte possibile capace di traghettarci oltre le sponde limitate e limitanti della crisi attuale e che ci spinga ad una ripresa possibile mettendo attorno ad un tavolo gli interlocutori migliori; le persone capaci, per esperienza e talentuosità, di quello sguardo oltre verso cui vorremmo tendere.

IL PROGETTO. LA REALIZZAZIONE
La realizzazione di un investimento di interesse generale si scontra sovente con i vincoli della finanza pubblica. Ma in considerazione delle esigenze della collettività e degli scenari di riferimento, diventa necessario immaginare nuovi percorsi per il raggiungimento degli obiettivi.
Pertanto è stato ipotizzato un Business Plan di fattibilità (di cui si allega il file) che prevede la collaborazione virtuosa di pubblico e privato, l’utilizzo di sistemi innovativi – anche parcellizzati – di fund raising, la copertura pro quota dei costi di indebitamento attraverso risparmi di gestione o energetici, la previsione di servizi aggiuntivi, lo sfruttamento dell’innovazione per l’utilizzo di soluzioni ottimali.

A volte per fare un grande passo avanti bisogna cambiare completamente strada (Apple, California 2013)